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di 'cabra

E sono nella tormenta. Sono tormenta. La guerra il cuore bene la conosce. Dei miei silenzi che sono false assenze. Incastrata nei vortici e chiedermi quanto grandi i lividi. E i brividi?
I brividi per sempre.
Ti prego. Non mancarmi più. Anche tu. E poi. Poi. Ti prego. Mancami di più. “Non sono prigioniero della mia ragione” direbbe Rimbaud. A sottolinearlo, la mia totale irragionevolezza.
C’è una parola di vetro nel mio sguardo e io a chiedermi se è talmente fragile, non tanto per il frantumarsi, per la capacità affilata di squarciare, nel farlo. Nel frantumarsi, dico. E poi il vetro è come palla di cristallo?        Se così fosse, se fosse così, annienterebbe lo spavento dei giorni a venire?
Ed è notte lì fuori. Qui è silenzio. Ora. Dopo voci. E macchine e mare sfuggito agli occhi e dimostrate viltà.
“Chiudo gli occhi. Il mondo, tutto il mondo, ha continuato ad esistere anche senza di me”.  [La Crus/Crocevia]
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