tracce

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“Racconta la nonna che un giorno Napoli era guerra.
La guerra, quella, poi, mica se ne va dagli occhi e dal cuore. Resta. Fa radice e cicatrice. Altro che libri di Storia.
Racconta la nonna che poi c’erano i rifugiati sotto la Terra, ché esplodevano le bombe e si correva per quelle scale.
C’erano i vecchi. C’erano i giovani.
Anche i bambini.
Una seconda casa. Sicura. Si pensava.
Si sperava.
Poi la sicurezza svanì.
Soldati e baionette e bombe a gas e ancora quelle scale come corsa verso una speranza di salvezza.
Una ancora. Solo una.
Racconta la nonna che poi la Guerra fa i morti e la morte arriva ovunque.
Ci voleva la buona sorte.
Solo quella poteva farti scampare alla fine.
Tu potevi correre sotto la terra. correre verso la luce. Tu potevi correre, ma lei arrivava, se voleva.
A tirarti con mano gelida e artigli affilati.
Racconta la nonna che il ricordo dei morti riecheggia nell’aria e che non c’è rimorso nel suo essere poi passata dal lato dei partigiani.
Che è fiera, racconta.
Di potersi addormentare pensando alle croci senza avere assopita la coscienza.
Fiera, di essere nata libera ed esserlo stata ancora e ancora.
Il riscatto, lei come gli altri vivi, per tutti i morti inutili e dimenticati di allora”

[Locazioni e soggetti: Napoli sotterranea. Cimitero di Napoli/croci numerate morti in guerra – Cimitero Verano di Roma / Statue – Nonna.]